le motivazioni

Mica facile trovare così su due piedi una buona ragione per partire. Ce ne sono tante e sono tutte più o meno soggettive. Si può decidere di andare via semplicemente perché si è stufi del proprio lavoro. O del proprio Paese. O perché si vuole aggiungere una tacca al proprio cv. O perché si pensa che finalmente è giunta l’ora di imparare una lingua straniera come si deve. O perché ci si vuole prendere un periodo sabbatico. O per mille altri validi motivi. Il viaggio può essere una sfida con se stessi, un modo per sfuggire al tran-tran quotidiano che diventa insopportabile. La meta e la durata, in fondo, sono del tutto indifferenti.

Oltre alle motivazioni, poi, ci vogliono sicuramente anche tutta una serie di condizioni favorevoli, non soltanto economiche, che spesso non sono facili da ottenere. Ma non bisogna comunque farsi prendere dall’ansia. Il viaggio richiede un minimo di pianificazione, certo, ci vuole un posto dove stare, qualche contatto in loco, la voglia di cercarsi opportunità di studio o lavoro, una valigia di discrete dimensioni e una costante curiosità. Il consiglio è di non starci su troppo a pensare, altrimenti gli aspetti negativi saranno i primi a venirvi in mente e la paura finirà con l’avere la meglio. Ad aspettare il momento giusto si diventa vecchi decrepiti. E poi questo concetto del “momento giusto” è sopravvalutato. Non ci sono momenti “giusti”, ci sono semplicemente decisioni “giuste” e il viaggio è una di queste.

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