Just another Storm Alert

Il 26 e il 27 dicembre a New York ha nevicato un sacco. Quasi un metro di neve a Manhattan ha provocato la paralisi quasi totale della città. I trasporti sono andati in tilt e, nelle ore più difficili, per avere un’ambulanza si dovevano aspettare fino a 50 minuti. Il Sindaco Bloomberg è uscito a pezzi da questa cosa. In una qualunque città italiana probabilmente ci sarebbe stata qualche polemicuccia, un rapido scaricabarile Comune–Provincia-Regione-enti preposti, due insulti in Consiglio Comunale e via. Ma qui le cose sono diverse, qui la gente si incazza sul serio se i servizi non funzionano. Intanto, un  sacco di gente ha fatto CAUSA alla città, chiedendo un risarcimento per i danni subiti. Poi, tutta la giunta è stata letteralmente messa in croce nel corso di una sorta di “Question Time” con la popolazione. E, contrariamente a ciò che accade da noi, i politici hanno fatto mea culpa e ognuno si è assunto le proprie responsabilità.

Forse anche per tutti questi motivi, ieri è stato un giorno molto teso. Ci si aspettava infatti una tempesta di neve di dimensioni simili a quella di dicembre. Le televisioni e le radio non facevano che parlare di questo. E’ stato perfino dichiarato lo stato di emergenza e sono stati continui gli inviti a non uscire di casa se non strettamente necessario e soprattutto a non usare l’automobile se non realmente obbligati. I mezzi pubblici montavano le catene in mezzo ai viali e la gente non parlava d’altro: “Are you ready for the snow?”. Tutto questo allarmismo ci ha un po’ innervosito e così per sicurezza siamo andati a fare provviste al supermercato, nel caso i negozi avessero chiuso come l’altra volta. Il risultato di tutta questa agitazione sono stati due fiocchi di neve, dieci centimetri al massimo. Nessun disagio, trasporti regolari e marciapiedi puliti in pochissimo tempo. Ora il vero problema sono le pozzanghere che si stanno formando agli angoli delle strade. Apparentemente vi sembrerà di scorgere un tratto di asfalto pulito, ma una volta che ci avrete messo il piede sopra, vi si aprirà sotto i piedi un vero e proprio lago profondo diversi centimetri. Vi accorgerete di essere incappati in una di esse quando vi ritroverete con le caviglie sott’acqua e le scarpe fradice (come successo a Maia). Bloomberg, non puoi far nulla anche per questo?

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