Fare il bucato

Ah, che storia, ‘sta storia del bucato.



Qui a New York nessuno ha la lavatrice in casa: gli appartamenti sono minuscoli e le lavatrici (come ogni cosa qui) sono enormi, molto più grandi delle nostre, e quindi molto costose. Perciò, tutti prendono la loro roba sporca, la infilano in una sacca o nelle borse della spesa e la portano alle lavanderie automatiche, dette laundry.
Trovarle non è un problema: ce ne sono almeno 1 o 2 per block (caseggiato), sono aperte fino alle 23 di sera e alla domenica.
La maggior parte offre anche il servizio di lavasecco, come abbiamo in Itaila, dove ti lavano stirano e impacchettano camicie, coperte, cappotti, eccetera. Ma per la roba di tutti i giorni (mutande, jeans, magliette, calze), ci si affida alle lavatrici a gettoni.

Quella dove andiamo io e Marco costa 4,50 dollari per una lavatrice normale, a pieno carico. Infili la roba, metti il detersivo nella vaschetta, chiudi bene lo sportello, metti le monete e fai partire. Il lavaggio dura 30 minuti, che volano, perché le lavanderie offrono un sacco di diversivi: riviste in consultazione gratuita, internet, e distributori automatici di cibo e bevande (sia calde che fredde). Anche se è l’ora di punta, è difficile non trovare una macchina libera: sono tantissime. File e file di lavatrici e asciugatrici a gettoni, impilate una sull’altra. Una prospettiva di oblò che girano e ti guardano.

Fatto il bucato (se vi siete scordati a casa il detersivo, lo trovate qui: per 75 centesimi ti danno una scatolina di detersivo o ammorbidente valida per un carico. C’è un’ampia scelta di marche) non resta che asciugarlo nelle asciugatrici: molti mi avevano fatto venire paura. “Ti si distruggerà tutto!”, dicevano. Fate attenzione, non mettete dentro preziosi maglioni di cachemere, optate per una temperatura media e andate tranquilli. Un ciclo di asciugatrice costa 25 centesimi per 6 minuti. Asciugare i jeans ne richiede almeno 4, quindi un dollaro.

Forse sembra una scemata, ma è stata proprio un’esperienza: passata una certa età capita così di rado di dover fare delle cose per la prima volta e qui, tra capire i gradi, trovare il detersivo, studiare come cambiare i dollari in monete, raccapezzarsi su come funziona l’asciugatrice (che non avevo mai usato in vita mia), nel giro di un’ora ho imparato mille cose nuove e sono tornata a casa con le lenzuola profumate di Tide piegate nelle mia borsina.

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Comments
2 Responses to “Fare il bucato”
  1. Roberta says:

    quindi nessuno stira, giusto?

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