A lezione all’Empire State Building #2

Altro giro altra lezione.

Sempre al 63° piano dell’Empire e sempre per prepararci al meglio a questa benedetta internship. Dopo averci svelato tutti i trucchi del mestiere per redigere un perfetto cv all’americana, questa volta l’argomento principale è stato l’interview. Il colloquio insomma. E anche qui non si scherza, perché le domande che ti possono capitare sono molte e non sempre di semplice risposta. Perciò, eccovi una selezione delle migliori, casomai voleste tentare la fortuna e cercare un lavoro o uno stage da queste parti:

– Perché vuoi questo lavoro/stage?

– Cosa speri di ottenere da questo lavoro/stage?

– Preferisci lavorare in team o da solo?

– Cosa sai fare? (!!)

– Considerando la tua esperienza lavorativa, qual è stato il lavoro migliore che hai fatto? E il peggiore? E perché?

– Sei in grado di lavorare sotto pressione?

– Sei in grado di fare telefonate in inglese?

– Ti consideri un leader? E perché?

– Quali sono gli aspetti del tuo lavoro precedente che ti sono piaciuti di meno?

– Perché ti dovremmo assumere?

– Come descriveresti la tua personalità?

– Quali sono i tuoi punti di forza e le tue debolezze?

Naturalmente non ci verranno chieste TUTTE queste domande (o almeno spero non le chiedano tutte a me!) e molto dipenderà dal tipo di organizzazione/società che ci si troverà di fronte. E se alcune domande vi sembrano delle ripetizioni è perché pare si tratti di un trucchetto psicologico per verificare se siete coerenti nelle risposte o meno.

Sempre nell’ottica di prepararci al meglio al fatidico incontro, ci è stato anche detto di rispondere in modo sincero, ammettendo anche qualche debolezza ma cercando sempre di ribaltarle in positivo (tipo: il mio inglese non è ancora così cazzuto, ma ci sto lavorando); essere sorridenti, formali ed educati; essere umili e rispettosi; vestirsi in modo abbastanza elegante, camicia e cravatta (non ci penso nemmeno!). Insomma, dei perfetti damerini che nemmeno al colloquio per Tecnocasa.
Mi sa che sarà un disastro, la mia interview.

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Comments
One Response to “A lezione all’Empire State Building #2”
  1. laura says:

    Bello il suggerimento di ribaltare tutto in positivo… se per caso volessi ammettere di essere ipocondriaco, potresti per esempio dire che hai smesso di insultare scappando chi osa starnutirti di fianco ;)))
    A proposito…l’ufficio è stato un lazzareto, te ne sei andato in tempo! Ma ci manchi…comunque questo commento è privato (tanto non mi hai pubblicato manco l’altro…) vi faccio un bacio grosso, a entrambi… che bello che scrivete spesso, ci fate tanto ridere!!
    Laura

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