Mac-Sfighe

Son giorni complicati qui a New York. E il mio digital divide si fa sentire.
Steve Jobs mi sta da tempo pregando di cambiare il mio fedele MacBook o quantomeno di fare un bell’upgrade da Tiger a Snow Leopard, ma io niente. Io resisto. Anche se l’altro giorno si è sfiorata la tragedia.

Una tranquilla domenica qui nella grande mela, ma invece di trovare un posto fighetto dove fare il brunch e tirarmela un po’, penso bene di passare la mattinata a giocare al fighissimo World of Goo su iPad.
A un certo punto mi accorgo che la batteria è ai minimi storici, e dopo un altro po’ il dispositivo si scarica completamente spegnendosi. Nel momento in cui lo collego alla presa, invece di visualizzare la rassicurante Mela, ecco che mi compare davanti agli occhi, perentoria, la richiesta di attaccare l’iPad ad iTunes 10.
Oh, cavolo.
Peccato che avendo Tiger non possa scaricare iTunes 10 (grazie Steve!) e peccato che l’ultima versione di iTunes 9 che ho installato sul MacBook si rifiuti categoricamente di “vedere” l’iPad.
Vado nel panico e prendo una decisione completamente irrazionale: cancellare iTunes dal Mac, con la vana speranza di installare poi una versione più vecchia dello stesso, in grado magari di rigenerarmi l’iPad (una cosa completamente senza senso, ne convengo).
Quando riavvio il sistema, BAM, non parte più manco il MacBook. Le provo tutte ma niente, schermata fissa grigia con la Mela e rotella che carica all’infinito.
Mi incazzo il giusto, afferro i due aggeggi e mi fiondo all’Apple Store sulla 14esima.

Mi accoglie un nerd del Genius Bar che sembra appena uscito da Big Bang Theory e mi dice: “Ce l’hai l’appuntamento?”.
No, diamine, non ce l’ho.
Mi dice che il prossimo buco per l’assistenza iPad è due ore dopo, mentre per il MacBook devo 
tornare prossima settimana. Giro a vuoto attorno all’Apple Store, sfruttando la connessione wi-fi del negozio per controllarmi le mail, mandare un paio di sms e farmi una breve partita a Gun Bros sul telefono.
Poi torno al Genius Bar, mi accoglie una ragazza, caruccia, mi spara cento domande che non capisco e BAM (si, di nuovo), mi BRASA l’iPad. Addio a tutto quello che c’era dentro (non ho una particolare predilezione per i backup).
Me lo becco come appena uscito dalla fabbrica, ma per lo meno funziona. La ringrazio con un sorriso tirato e me ne torno a casa.

A questo punto, utilizzando a sgamo il wi-fi senza password del vicino, inizio a navigare furiosamente con iPad, passando dall’assistenza Apple ai Forum più geek, alle risposte di Yahoo Answers, senza soluzione di continuità, per cercare di riparare il MacBook.
A un certo punto seguendo il consiglio di un tizio su un Forum con un elfo come Avatar, riesco ad avviare il fottuto terminale.
Per la contentezza svuoto la scorta di Budweiser, e inizio a fare combo di tasti per entrare nel fantastico mondo del Safe Mode e del Verbose Mode. Faccio i controlli con Utilità Disk, verifico il disco, verifico i permessi, riparo i permessi.
Sembra tutto ok, ma ancora non si avvia.
Alla fine, stremato, riavvio tentando una combo di tasti a quattro mani. I primi tentativi non vanno a buon fine ma l’ultimo, disperato, sì!
Si riavvia la PRAM e la NVRAM – qualsiasi cosa siano – e tutto riprende a 
funzionare!

La morale di questa storia è semplice: se siete a New York ed è una domenica mattina, lasciate stare l’iPad e andate a farvi ‘sto benedetto brunch!

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