Super Bowl e compleanni

Compiere gli anni lo stesso giorno in cui si gioca il Super Bowl non è una bella cosa. Almeno, non lo è qui a New York e più in generale negli Stati Uniti. Perché anche il tuo migliore amico preferirà sfondarsi di birra in uno squallido pub davanti a uno schermo gigante indossando un cappellino con una forma di formaggio sopra (vedi foto), piuttosto che passare qualche ora del suo tempo a festeggiare la tua nascita.
Quindi, che altro potevamo fare se non cedere e guardare anche noi la partita insieme a qualche decina di milione di americani?


Per la cronaca, si è trattato del 45° Super Bowl che vedeva di fronte Pittsburgh Steelers e Green Bay Packers. La partita si è svolta al Dallas Stadium, davanti a circa 100.000 spettatori.
Gli Steelers erano quelli che, nel turno precedente, avevano asfaltato i New York Jets quindi non si può dire che fossero ben visti da queste parti. Erano anche dati sfavoriti dai bookmakers e per questo, ho pensato bene di scommettere su di loro.
La partita è stata preceduta da una specie di mega riassunto della storia americana, narrato da Michael Douglas in persona, il quale ci ha spiegato come un po’ tutti i momenti centrali della storia a stelle e strisce (dai Padri Fondatori a Martin Luther King fino ad Obama), abbiano in qualche modo condotto il paese di fronte a questa partita. Su come tutto questo sia stato possibile, permane un velo di mistero. Il filmato grondava esaltazione, patriottismo e orgoglio, anche se devo ammettere di averlo scambiato, all’inizio, per il trailer del nuovo film di Douglas. Subito dopo, è stato il turno di Christina Aguilera che ha massacrato da par suo l’inno americano, sbagliando anche le parole (le costerà la carriera, dicono, ché qui sbagliare l’inno è più o meno come bruciare la bandiera americana in piazza). Dopo trenta minuti di show, finalmente, il calcio di inizio.
Tempo di finire la prima birra che eravamo già stremati. Una noia mortale, continue interruzioni, l’unica cosa piacevole erano le pubblicità create apposta per l’evento (e super pagate), alcune delle quali veramente esilaranti. Nell’intervallo, una vergognosa performance dei Black Eyed Peas e poi nuovamente noia. Noia. Noia.
Una partita infinita di 4 ore, con qualche brivido nel finale con una tentata (e poi miseramente fallita) rimonta da parte di Pittsburgh. Per il resto, una baracconata senza capo né coda. God bless America.

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Comments
One Response to “Super Bowl e compleanni”
  1. Gennaro Paninaro says:

    Secondo me è vergognoso che un’artista come la Aguilera, con tutti i soldi che percepisce, non sia in grado di imparare a memoria una canzone.

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