All’inseguimento della Whoopie pie

Tutto è iniziato lo sciagurato giorno in cui ho visto su Cooking Channel, un servizio dove parlano della Whoopie pie e la definiscono un incrocio sublime tra un brownie, un cookie e una torta ripiena di crema alla vaniglia. Oddio, mi pare di svenire! Devo mangiare la whoopie pie.

Così la settimana a seguire, spulcio internet a caccia della whoopie pie considerata migliore di New York e passo un intero sabato pomeriggio, con il povero Marco al seguito (che stranamente non cerca di uccidermi), a cercare la pasticceria Columbine (in zona Downtown, la parte bassa di Manhattan piena di grattacieli) che pare detenere il primato. Dopo ore di su e giù, con la metro che non passava, perché la polizia aveva bloccato molti binari per catturare un pluriomicida, e dopo una lunga camminata in mezzo a Chinatown e ai tizi di colore (ma perché non cinesi) che ti dicono incessantemente “Vuitton Vuitton Vuitton Vuitton Vuitton, Rolex Rolex Rolex Rolex Rolex”, arriviamo a destinazione. Il posto è chiuso (e dal caos interno pare per sempre). Cazzarola!

Anche se è tardi, ci precipitiamo nel Greenwich. Io ormai sono più a rota di un tossico in I ragazzi dello zoo di Berlino: sbavo al solo pensiero, e Marco è così traumatizzato che mi asseconda senza fare un plissè (o forse segretamente pensa: “mi è andata bene! Questa vuole solo dolci iper calorici da pochi dollari invece di diamanti e collane. L’importante è che non diventi obesa entro la fine di giugno”). E’ una settimana che sogno di addentare ‘sta benedetta whoopie pie (che cappero di nome, poi. Avrà a che fare con Whoopi Goldberg, l’attirce?. So solo che è il dolce simbolo del Maine) e ora è una questione di principio.

L’indirizzo del secondo posto è in Commerce Street. Da dove sbuchiamo con la metro, Commerce sembra una strada losca, piccola, abbandonata e sporca. La pasticceria non può essere lì e invece, eccola!

Oddio: è piccola ma divina, blu e bianca e ha il promettente nome di Milk and cookies.

Entriamo, infreddoliti e stanchi morti. Ci sono brownies, biscotti, blondies, scones, torte, cupcakes ma nessuna whoopie pie. Porca puzzola, che sfiga. Quando ecco, proprio mentre ordino un tè confortante, ecco che sotto una campana di vetro porta dolci, scorgo una sparuta unica whoopie pie. La prendo. La gentile signora mi chiede se ne voglio due. Ne avete altre? Sì. Cacchio, le prendo!

E la sera, finalmente, davanti alla tv, io e Marco mangiamo la fantomatica whoopie pie.

Va detto che non è una roba proprio da strapparsi le mutande, però è buona e la crema è divina, e la consistenza morbidissima e sbriciolosa ricorda i dolci che da piccoli mangiavamo pucciandoli nel latte. E’ molto confortante, mangiare la whoopie pie, e di ‘sti tempi, non è affatto male.

Milk and cookies, 19 Commerce Street, New York | Tel. 212. 243.1640

Advertisements
Comments
2 Responses to “All’inseguimento della Whoopie pie”
  1. kami says:

    a vederla non sembra sta meraviglia…ma poi a me non piaccioni i dolci….

  2. Imma says:

    A me proprio mi sembra buona invece gnam

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

  • Who are we?

  • Here’s the answer!

%d bloggers like this: