Oscar 2011: the complete experience

Domenica 27 febbraio, ci riuniamo con un paio di amici di scuola nel nostro salottino per vedere i famosi Oscar che non abbiamo mai visto. A farci compagnia, un pacchettone di pop-corn, uno di patatine fritte, mac and cheese di S’Mac (delivery), gelato alla banana split, hand-made dolcetti al cioccolato brasiliani chiamati Brigadeiros e tanta birra. Ecco la cronaca, condensata in due topic principali, di questa serata.


Red carpet: il meglio e il peggio dei vestiti delle stelle

Bellissima la giovane Hailee Steinfeld (14 anni) e già nominata per True Grit: un vestito da fiaba, adatto alla sua età. Stupenda Hillary Swank con il suo abito con la parte terminale in piume; figo paura in smoking by Tom Ford, Justin Timberlake; mamma che bello Javier Bardem!; ho trovato davvero davvero fantastica Reese Whieterspoon in bianco e nero con quei fantastici capelli anni Sessanta!

Ma che cappero è il vestito di Cate Blanchett? Sembra che abbia un oblò-cornice sul davanti pronto per un quadro. E l’abito mezzo oro, mezzo signorina Rottermeyer con mega manica a sbuffo (un po’ gothic un po’ anni ’80) dell’accompagnatrice di Mark Ruffalo (che non ho capito chi sia)? Ma parliamo pure di Michelle Williams: è bellissima, ma ha un’aria sofferente e le tengono persino la mano quando si sposta di due centrimetri per le foto. Avrà i tacchi troppo alti oppure ha il ciclo?
E Scarlett? Che capelli aveva? Orrendi e il vestito che sembra un centrino extra-large della nonna? Terribile. Il divorzio non fa bene al suo senso per i vestiti.

I momenti epici della Notte degli Oscar

E’ fighissimo che il presentatore, insieme ad Anne Hathaway, e cioè James Franco sia pure nominato come miglior attore per 127 Hours (film che ho davvero trovato superlativo) di Danny Boyle. Chissà che ansia, penso.

Qua gli Oscar non iniziano e basta: no, qua i due conduttori si impegnano in un divertente filmato dove ripercorrono (potremmo dire: si intrufolano con un montaggio rivisto e corretto) i 5 film candidati per miglior pellicola. E non solo: nel filmato coinvolgono un sacco di attoroni come Morgan Freeman e Alec Baldwin.

Sarà anche un paese non per vecchi ma non agli Oscar: Kirk Douglas (più morto che vivo ma ancora mentalmente arzillo) presenta il premio per Best supporting actress (vinto da Melissa Leo per The Fighter): la voce è un po’ biascicata come un vecchietto che si rispetti, però riesce ancora a fare il cascamorto con la Hathaway: fantastico!

Un po’ scontato, il miglior film di animazione, dopo tanti episodi, va al commovente Toy Story 3.

Qua, i conduttori non hanno vergogna. Quindi è spettacolare vedere James Franco vestito da donna in un abito da sera rosa!

Incredibile Hellen Mirren: alla sua età è davvero stupenda e si veste in maniera stupefante! Eccola che parla in perfetto francese per annunciare il miglior film in lingua straniera vinto da Susanne Bier, In a better world.

L’Oscar per Best supporting actor va a Christian Bale per The fighter: probabilmente l’Academy aveva paura che potesse incavolarsi e picchiare qualcuno e insultarlo come spesso pare faccia sul set!

Il momento con i finti musical (e le finte canzoni), come He doesn’t have a shirt (su Twilight e Taylor Lutner e i suoi addominali) o la canzone d’amore (su immagini di Harry Potter), o il rap di Justin Timberlake (su immagini di The Social Network): da spisciarsi!

Che tristezza quando l’Oscar per la miglior canzone originale va alla un po’ banale We belong together da Toy Story, quando io preferivo Florence and the Machine per 127 hours.

Che bello quando il premio per Best director va a Tom Hooper per The king’s Speech! Evvai!

Son soddisfazioni quando l’Oscar per miglior attrice lo vince, ovviamente, la favorita: la futura mamma Natalie Portman per Black Swan. Peccato, però, io un po’ ci avevo sperato per la bellissima Jennifer Lawrence per Winter’s bone.

Presentato in maniera simpatica e spigliata dalla radiosa Sandra Bullock, l’Oscar per miglior attore va a Colin Firth per The king’s speech: meritatissimo. Da sua grande fan da tempi lontani sono davvero super gasata! Mi spiace un po’ per Franco perché la sua interpretazione di pazzo hiker incastrato in un canyon era davvero appassionante (e faceva davvero provare dolore anche al pubblico!).

E finalmente, dopo tre ore di show e almeno altrettante di red carpet, alla fine arriva il momento dell’Oscar più atteso, quello per il miglior film del 2011. The Kings speech vince. Con 12 nomination e 4 Oscar vinti, sbaraglia (grazie a Dio) la concorrenza di quella fregnaccia di The social network. Un film meno pretenzioso degli altri, davvero belissimo che vi consiglio di vedere appena potrete.

Con la fastidiosa musichetta/stacchetto che interrompe i ringraziamenti troppo lunghi, con i saluti dei due giovani e volonterosi presentatori e con un sacco di bambini politically correct  (leggi: tante razze riunite, cosa molto americana o molto Benetton), in magliette fluo, e che cantano una patetica versione di Somewhere over the rainbow, si conclude l’83 esima edizione degli Oscar. Good night!

Advertisements
Comments
One Response to “Oscar 2011: the complete experience”
  1. Gennaro Paninaro says:

    Perchè dite che the social network è una fregnaccia?

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

  • Who are we?

  • Here’s the answer!

%d bloggers like this: