Noi siamo figli delle stelle

Certo che gli americani riescono a rendere pomposa e sborona qualunque cosa.
Prendi le bottiglie di cocacola: non sono da un litro e mezzo, ma da tre! Prendi la pubblicità dell’Air Force: sembra il trailer di un film di fantascienza, con ufficiali che si catapultano da aerei avveniristici e salvano frotte di civili feriti in un paesaggio apocalittico e scarsamente illuminato alla Blade Runner.

Oppure, basta prendere una domenica pomeriggio di gran pioggia e andare al Museum of Natural History (quello di Una notte al museo con Ben Stiller tanto per intenderci) e andare al planetario all’attrazione Journey to the stars. Seduti su poltrone tipo cinema, in una sala circolare, fissiamo il soffitto a cupola, finché la suadente (e grazie al cielo molto chiara) voce di Whoopi Goldeberg ci narra come sono nate le stelle, come funzionano, com’è che vanno le cose nella Via Lattea, eccetera. Il soffitto si riempie di nebulose, stelle, costellazioni, nane bianche, giganti rosse, soli, anelli di Saturno, satelliti e pianeti. Sembra di galleggiare, nel buio della sala, nello spazio infinito: è davvero da brividi, stavo là seduta come un’ebete a bocca aperta e, confesso, mi è pure venuto da piangere. Ho compreso nel profondo il significato di canzoni immarcescibili come Figli delle stelle di Alan Sorrenti. Solo gli americani possono fare certe cose (e a seguire, spiegazione su come è avvenuto il Big Bang by Liam Neeson)!

Per il resto il museo non ci è parso indimenticabile, le ricostruzioni degli animali, soprattutto quelli preistorici, sonoi impressionanti ma piaceranno più a bambini che agli adulti (il museo è davvero didattico e mi sembra pensato per andarci in gita con la maestra), mentre i diorami di paesaggi, popoli e specie protette sono davvero bellissimi. Certo, visti 30, avrete la nausea! Tra i punti negativi: troppi bambini e ascensori out of duty. Tra i punti positivi: grande caffetteria stile Ciao dell’Autogrill che mi ha fatto un po’ nostalgia!
12 dollari il biglietto semplice; 18 con un’attrazione a scelta (come abbiamo fatto noi scegliendo il planetario); 24 per il pacchetto completo con la mostra speciale sul cervello.

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