Manuale di sopravvivenza al parente in visita

Avere i parenti in visita, quando si è all’estero, può diventare un vero tour-de-force, soprattutto se vivete a New York, una città enorme, con distanze siderali e tanto caos. Per evitare il massacro, ci vogliono un minimo di buonsenso e tanta pianificazione.

Noi – in questa settimana di vacanza, che qui in America chiamano Spring break (cioè pausa di primavera, un po’ l’equivalente delle nostre vacanze di Pasqua), ma che di spring, per ora, non ha nulla visto che piove o fa un freddo becco –, abbiamo in città genitori e cugini e ci siamo mossi così. E voi potete copiarci!

Innanzitutto, fate un planning delle visite giorno per giorno, calibrato sulle forze del parentado. Inutile programmare di vedere 100 cose se sapete che vostro padre ha un enfisema polmonare, no? Puntate sui grandi classici, quelli che di certo gli altri parenti (o amici) rimasti in Italia, vorranno sapere se hai visto (“Sei stato sulla Statua della Libertà?”). Inutile perdere tempo con posti o locali underground: sono genitori. Potrà mai fregargliene qualcosa? La zia 80enne si informerà mai: “Hai visto lo spettacolo sperimentale off-off-Broadway coi ballerini lituani, quello che ti avevo consigliato?”.

Lasciate spazio all’improvvisazione. C’è il planning, d’accordo. Ma non è la Bibbia. Se poi la cugina vuole vedere assolutamente tale negozio, o la mamma tale museo che voi non avete incluso nel tour, assecondateli. Sono a NY (o in altri posti) un’unica volta e devono godersela. Improvvisazione, vuol dire anche inventarsi nuovi posti da vedere, quando, come succede a me ora, la vostra mamma non proprio bambina e con qualche acciaccio, inaspettatamente va avanti e indietro per la city come Speedy Gonzales e, al giorno 3, avete praticamente visto tutto (manca solo Central Park e un po’ di shopping!).

Prevedete una giornata finale “libera”, come quando in gita scolastica lasciavano un’ora per girare da soli. Così il parentado può rivedere le cose che gli sono piaciute di più o dedicarsi allo shopping selvaggio.

Considerate, ogni tanto, e se siete grandi gruppi, di dividervi: non tutti tengono lo stesso passo, non tutti vogliono vedere le stesse cose, non sempre si trova poi posto a sedere nei ristoranti. Senza rancore, ognuno per la propria strada. Ci si vede a cena e ci si racconta le rispettive giornate.

E a proposito di cene, se siete a NY, saprete che prenotare è pressoché una mission impossible perché vi fanno storie ovunque. Oppure potete prenotare ma dovete lasciare il numero di carta di credito, per sicurezza, e vi minacciano di addebitarvi 25 dollari se non vi presentate, e vi tengono il tavolo solo 15 minuti, eccetera. Un calvario. Inoltre, i locali sono affollatissimi: non potete prenotare solo il giorno prima. Anche qui, meglio premunirsi. Prevedete un altro planning-cene (per i pranzi, visto che sarete in giro affidatevi a caffetterie, panini e insalate al volo) e prenotate per tempo. Ricordate che per gruppi di meno di 6 in molti locali non si prenota proprio. In altri però sì. Verificate sempre sui siti dei ristoranti o telefonate. E, parlando di cibo, cercate di andare in posti tipici, per far assaporare la vera cucina del luogo.

Che altro? Prevedete piani b, per gli spostamenti, al weekend, quando spesso le metro sono deviate, chiuse o saltano alcune fermate causa lavori. Ricordate che i bus di NY passano spesso, sono veloci e pulitissimi. O tenete a mente, se avete parenti anziani, la possibilità di far fare loro i sight-seeing tour con i bus. A NY circolano diverse compagnie di pullman con tour molto capillari.

Se potete, non fate prenotare l’hotel ai vostri dall’Italia: spesso a prenotare in loco fate prima, non ci sono i diritti di agenzia, e potete usufruire di parecchi sconti invitanti. Cercate di prenotare un hotel vicino a dove vivete voi per facilitare gli appuntamenti (specie al mattino) e ricordate che a NY non sempre danno la colazione in hotel. Noi che stiamo nell’East Village, i nostri parenti li abbiamo spediti nel Lower East Side all’East Houston Hotel (sulla East Houston, appunto): carino, curato, con wi-fi, docce grandi, bellissima vista sui grattacieli dal tetto e con colazione compresa.

Ora non vi resta che godervi la famiglia!

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