Gita a Coney Island

A Coney Island sono successe e ancora succedono un sacco di cose.

Intanto, pare che a Coney Island abbiano inventato l’Hot Dog. E noi una capatina da Nathan’s, che da quasi cento anni serve il famoso panino con il wurstel, l’abbiamo fatta, sfidando la coda corposa. L’attesa, in effetti, è stata ripagata perché era gustoso come pochi, tanto che per un attimo abbiamo pensato di iscriverci all’annuale gara di magnate di Hot Dog che si tiene qui ogni quattro di luglio (il campione in carica se n’è fatti 54 in dieci minuti).

Coney Island, oltre che per gli Hot Dog, è famosa soprattutto per il parco giochi che si affaccia sulla spiaggia, pronipote di quello originale, aperto alla fine dell’800, il cui nome “Luna”, è diventato da allora, in tutto il mondo, sinonimo di parco di divertimenti. Le attrazioni principali sono la gloriosa “Wonder Wheel” e il “Parachute Jump”, ma sono in corso lavori di ristrutturazione. Si annuncia una grandiosa riapertura il 16 aprile ma dato che l’appalto è in mano a una ditta italiana (non fate domande), può ancora succedere di tutto.

Coney Island è un luogo veramente speciale e affascinante, in grado di trasmettere emozioni contrastanti. Si percepiscono i fasti del passato ma al contempo l’atmosfera è decadente e polverosa. C’è il pontile che si infila dritto nell’Oceano, con i pescatori seduti sul bordo proprio sotto la scritta che sconsiglia di mangiare i pesci che popolano queste acque. Ci sono le vie con nomi allegri come Surf Avenue, però spoglie e piene di buche. C’è il lungomare con le ragazze che fanno jogging passando vicino ai barboni che dormono con le loro bottiglie di vino. E naturalmente c’è la spiaggia, lunghissima, con le bandiere rosse, le cozze mischiate alle conchiglie bianche portate dalla corrente e i ragazzini che non resistono e anche se tira un’aria gelida si lanciano urlando tra le onde con addosso mutande e canotte.

C’è una sensazione di malinconia a Coney Island, ma di quella malinconia che fa bene, come il ricordo della casa d’infanzia, come l’ultima birra prima della partenza di un amico.

Ci si arriva comodi, la metro F fa il capolinea a pochi metri dalla spiaggia. E magari se ci venite all’alba vi potrà capitare di incrociare sulla spiaggia un Guerriero di ritorno da qualche pazza avventura a New York.

Advertisements
Comments
One Response to “Gita a Coney Island”
  1. Jan says:

    great post, wish i could have made it there…

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

  • Who are we?

  • Here’s the answer!

%d bloggers like this: