Le donne si scannano per Marco da Shake Shack

Succedono cose pazze, cose pazze.

L’altro giorno ci siamo avventurati a Yorkville che è una zona residenziale del ricco Upper East Side (dov’è ambientato Gossip Girl per intenderci). Se non avessimo avuto, all’ultimo minuto, la fortuna di trovare un appartamento abbastanza grande ed economico nell’East Village, ci sarebbe toccato vivere a Yorkville. Per carità, posto bellissimo, non volta una mosca, ci sono tantissimi alberi e case chic, c’è il Carl Schurz park che è un mini-Central Park e c’è pure la residenza del sindaco (Gracie Mansion). Però che noia: non c’è un tubo e i negozi più vicini sono a quindici minuti a piedi accanto alla metro più comoda. Pensate la mattina per andare a scuola: 15 minuti a piedi nella neve di gennaio e mezz’ora di metro per arrivare a scuola. Che incubo!

Vabbè, ma divagazioni sul quartiere a parte, qua succedono cose pazze. Dopo aver esplorato Yorkville, io e Marco ci siamo rifugiati per pranzo da Shake Shack che molti considerano il New York best burger. Tralasciamo il posto, una specie di McDonald’s affollatissimo a qualunque ora, con prezzi modici e burger buoni ma piccoli, molto salsosi e dove si sente poco la carne. Ottime invece le patatine, morbide e croccanti tagliate a zig-zag, tanto per variare un po’. Il punto è che nel locale succedono davvero cose pazze.

Cose che capitano mentre Marco fa la coda per procacciarci il cibo. Sarà il suo indubbio fascino latino, il capello brizzolato, la barbetta rossa, la faccia da gufo. Fatto sta, che le donne si innamorano di lui, mentre stanno in coda. E se lo lumano e pregustano una fuga d’amore. Così il nostro Marco, quando a un certo punto, incerto sulla suddivisione delle varie corsie per arrivare alla cassa, fa passare una coppia di signore (una più attempata, una giovane e gnocca. Entrambe già lo amano follemente), non essendo sicuro se loro fossero arrivate prima o dopo, ecco che involontariamente, scatena la folle gelosia dell’afroamericana che stava dietro di lui e che, solo guardandogli la nuca, era già stregata dal potere virilo-italico. La donna, giovane, robusta e battagliera, meditava di conquistarlo lì da Shake Shack e concludere la giornata a rotolarsi nel di lei appartamento di Harlem. Il gesto, del nostro protagonista poteva essere interpretato in due modi, entrambi dal finale tragico: interpretazione numero 1) una cortesia di Marco, che fa andare la nostra amica di colore su tutte le furie: “Ma come? Preferisce le due tardone bianche a me e al mio corpo bootylicious?”; interpretazione numero 2) un affronto delle due viso pallido che osano passare davanti al suo nuovo amore: “Ma come? Osate privare del cibo il mio amato bene? Osate prevaricarlo così, davanti a tutti? Non ve lo lascerò fare!”.

Perciò, deciso che si tratta dell’interpretazione numero 2, ecco che la ragazza non può accettarlo. Le due sono arrivate dopo e non meritano di stare avanti a tutti in coda. Perciò le apostrofa con: “Ma dove credete di andare voi due? Il ragazzo era prima di voi! Non passategli avanti!”.
Le tardone non si fanno minimamente intimidire, ringalluzzite da quel gesto che nella loro testa rappresenta l’interpretazione 1 (cioè loro sono le preferite di Marco), e replicano: “No, no, il ragazzo ci ha lasciate passare, abbiamo ragione noi”.
“No, non fate le prepotenti! Solo perché siete bianche pensate di poter passare avanti a tutti? Guardate che vi kikko il vostro asso, bitches!”
“Cooooosa??? Ci hai chiamate bitches, bitch sarai tu, tu assola, non è colpa nostra se il ragazzo ci trova attraentissime e ha voluto essere cortese!”
“Ah sì? Credete di essere due fighe? Ma per carità! Avete visto la mia jelly! Dovreste vergognarvi, brutte supposte rachitiche! Volete che andiamo fuori e vi faccio vedere perché lui dovrebbe preferire me?”
“Sì sì, vogliamo proprio vedere, e poi siete sempre così aggressivi voi…”
“Voi chi? Vuoi forse dirmi che sono di colore, eh? Eh? Allora?”

Marco è in evidente difficoltà, le donne battagliano per lui, indemoniate. Per levarsi d’impaccio ordina i panini e le patatozze e mi raggiunge, proprio pochi minuti dopo che io ho faticosamente conquistato un tavolo dove sederci e pranzare. Visibilmente scosso, mi racconta l’accaduto, indicandomi le donne che ancora discutono in coda.

Cose pazze succedono, quando la voglia di hamburger (o del maschio italico!) è troppa.

Shake Shake Upper East Side | 154 East 86th street | dalle 11am a 1pm, tutti i giorni

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