Multicentrum per Murdoch

Du’ palle. E’ stato il mio mantra per tutta la serata di giovedi’ scorso, quando Marco e io siamo andati al concerto di Alexi Murdoch.

Non che mi aspettassi fuochi d’artificio, schitarrate rock, salti per aria o balletti alla Take That ai bei tempi di Sure con la maglietta a rete. Pero’ non credevo nemmeno di fracassarmi tanto le balle.

Alexi Murdoch, londinese, sulla trentina, l’abbiamo scoperto guardando un mediocre film dal titolo Away we go, che credo in Italia abbiano tradotto orribilmente con American Life (argh!).

Il film, la prima fregatura, ci ha ingannati con la regia di Sam Mendes, la partecipazione allo snobbissimo Sundance Festival e soprattutto con la sceneggiatura di Dave Eggers. Peccato che fosse la solita storia indie senza sale ne’ pepe. Pero’ la colonna sonora, di Alexi Murduch ovviamente, non era malaccio: deprimente, triste, super soft.

La seconda fregatura e’ stata, in generale, andare al concerto e, in particolare, arrivare troppo presto alla Music Hall of Williamsburg. Ci siamo cosi’ dovuti sorbire il gruppo di supporto, un duo in realta’, il cui cantante suonava il banjo e faceva battute che non capivo, nel senso che capivo cosa diceva ma non le trovavo divertenti, anche se tutti ridevano di gusto, nel locale. Poi dopo 2 ore e mezzo di attesa, il nostro e’ arrivato con una super-band di una quindicina di elementi (tra cui violoncellista, trobettista, suonatore di corno e molti altri) che riempiva all’inverosimile il piccolo palco. Lui, allampanato e in tuta, ha condotto un show freddo, facendo l’antipatico, accordando a ogni canzone la chitarra per lunghissimi e noiosissimi minuti, evitando con cura di suonare le canzoni piu’ belle che aspettavamo con ansia (ma come si fa?) e facendo un sacco di battute spocchiose. Le canzoni, tutte delicate e senza crescendo, erano noiosissime, anche se la voce e il tappeto sonoro di tutti quegli strumenti (che erano praticamente inudibili tanto erano soft!) non erano male.

Io mi sono lasciata andare, addormentandomi contro il muro, spalle al palco. Marco si e’ sfogato sulla birra, che inspiegabilmente al bar al piano sotto costava di più e a quello sopra di meno.

Alexi Murdoch: fatti del Multicentrum per un po’ di brio e una dose di modestia per non irritarmi ed entrerai nel mio cuore. Altrimenti: du’ palle!

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