Cuscini, mercanti e punkettoni al CBGB

Sabato, un sacco di gente, molta vestita in pigiama, si e’ riunita a Union Square (la solita piazza dove fanno le manifeste, si incontra la gente in mutande a gennaio, ci fanno il mercatino dei produttori biologici) una moltitudine di pazzi armati di cuscini che hanno iniziato una battaglia a cuscinate di massa.

Era praticamente impossibile entrare nell’arena, transennata e guardata a vista dalla polizia.

Da lontano, si vedevano solo cuscini di ogni foggia andare su e giu’ nell’aria e un compatto muro di persone.

Noi ci siamo limitati a guardare, facendoci nel contempo ricoprire di piume (milioni di piume nell’aria) che si sono attaccate senza pieta’ ai nostri cappotti di panno.

Dopo qualche foto, abbiamo pensato che era proprio ora di andare a prenderci un caffe’ e andare a vedere la Merchant House, la casa privata e meglio conservata di New York, dove si puo’ vedere dal vivo e per soli 5 dollari (se siete studenti) come vivevano i ricchi mercanti di fine ottocento e che mobili avevano e di quali comodita’ godevano. La casa e’ bellissima e la spiegazione delle guide e’ stata dettagliata e per nulla pallosa.

Da li’, tanto per cambiare registro, ci siamo avviati verso lo storico CBGB, il locale punk piu’ di culto del pianeta terra, dove tutti, da Blondie ai Ramones hanno suonato. Aperto nel 1973, ha chiuso nel 2006 con un concerto finale di Patti Smith e c’e’ dentro una boutique di John Varvatos. Se ci fate un giro, vedrete ancora alle pareti i vinili storici, le scritte a pennarello, le locandine dei concerti, il flipper di Elton John, il palco con gli strumenti, un porta-lumini tipo chiesa all’ingresso e parecchi memorabilia che fanno capolino tra i nuovi vestiti, le scarpe, e gli accessori costosi e vagamente rock dello stilista di Detroit. Un mix di nostalgia e tristezza che ci ha lasciati un po’ perplessi.

Mesti, ce ne siamo andati verso casa, con il primo vero sole caldo primaverile ad accompagnarci e la visione degli occhiali da sole piu’ fighi che abbia mai visto in vita, indossati da una ragazza stilosissima in pelliccia: due pugni col dito medio alzato d’argento che mi hanno subito dato una botta di vita!

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