Five Leaves: 5 foglie d’insalata sul burger e 5 chili in più sulle mie chiappe

D’accordo d’accordo, non ho una grandissima memoria. Tutti questi hamburger che ho masticato con amore negli ultimi mesi si stanno accavallando nella mia testa (e ovviamente nella mia pancia, che ora straborda mollemente) e fatico a fare una classifica. Sono buona unicamente ad andare nell’ennesimo posto dove mi dicono ci sia il miglior burger di NY. Io ci credo e ci vado. Poi, quando ho il paninazzo davanti, non saprei dire se sia effettivamente il più buono, perché gli altri mica li ricordo. E così tutti mi sembrano buoni, o ugualmente indistinguibili, non so.

L’ultimo che ho provato ha una buona fama, tanti amici me ne hanno parlato e la Zagat lo raccomanda, dandogli un gran voto.

Per festeggiare un evento di cui poi vi racconterò (è un evento che si può decisamente definire lieto ma non parla e non cammina, quindi non eccitatevi pensando che stia per sfornare un baby-Alfioz. Che figo! Ormai sono come Scarlett Johansson che deve smentire pubblicamente che Sean Penn l’abbia ingravidata!) siamo andati al Five Leaves a Greenpoint a pochi passi da Williamsburg a Broccoline (Brooklyn, come lo chiama la mia mamma).

E’ un posto molto à la bistrot, piccolo piccolo, e c’è un casino di gente in coda perché non prendono prenotazioni. I camerieri e i baristi sono tutti giovanissimi (come sempre qui) e moooolto tatuati e cool. Ci accomodiamo a un tavolo mignon, vicino alla porta, e Marco prende l’hamburger della casa, con ananas alla piastra, rapa e uovo all’occhio di bue (capite la leggerezza? carnazza, salse, insalata + tutta la roba che ho elencato prima), mentre io opto per un cheeseburger normale con mayo e patatozze.

                                                                                                                        E’ un po’ troppo asciutto per i miei gusti sofistici, ma la carne è eccellente, la patatine buonissime e il pane morbido e diverso dai soliti buns dolciastri e coi semi di sesamo.

Non paga (contate che avevo “pranzato” solo due ore prima di cena con un digeribilissimo bagel all’aglio) ho preso pure il dolce (anche Marco a dire il vero, ma lui ha scelto una panna cotta con agrumi molto light): una martellata di torta al cioccolato (durissima, priva di farina, praticamente una mousse solida, buona, ma appunto “martellante”) coperta di sale grosso e servita con (preparatevi) mascarpone. Vive le régime que ça signifique W la dieta!

E per festeggiare meglio, ecco arrivare un bel triplo whisky e un Gran Marnier, così tanto alcolici che mi bruciano i peli nel naso (ebbene sì ho i peli nel naso!).

Ah, vivo con terrore il giorno che una bilancia entrerà nella nostra casetta sgarrupata. Meno male che misurerà tutto in pound e non ci capirò un tubo. Beata ignoranza!

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Comments
2 Responses to “Five Leaves: 5 foglie d’insalata sul burger e 5 chili in più sulle mie chiappe”
  1. Jan says:

    broccoline! i love that! 😀
    great post, but unfortunately i didn’t totally understand which of the burger restaurants you tested actually is the best?

  2. simone says:

    il titolo è già fichissimo, pure l’articolo. avanti così!

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