La Cage aux Folles, la gabbia di matti

La Cage aux Folles è un musical francese del 1973 che è attualmente, ancora per pochi giorni, in scena a Broadway. Vincitrice di 3 Tony Awards come miglior revival, La Cage aux Folles è una famosissima pièce che sicuramente conoscete per la trasposizione cinematografica del ’78 con Ugo Tognazzi e Michel Serrault chiamata Il Vizietto (hanno poi fatto un remake nel 1996 con Robin Williams, chiamato Piume di struzzo). La storia è presto detta: Georges e Albin (detto Zazà) sono una coppia gay che vive nel sud della Francia. Il primo è proprietario di un locale di carbaret, danza e canto chiamato “La Cage aux Folles”, dove si esibiscono drag queen; il secondo è la star del locale, abbiagliato sempre con vistosi completi di paillettes e parrucche. Quando il figlio di Georges, Jean Michel – cresciuto da entrambi fin da piccolo, perché la madre è una mezza sciagurata che segue ogni uomo che incontra –, annuncia che si vuole sposare con la figlia del capo dell’associazione per la Famiglia Morale e Tradizionale, succede il patatrac. Quando Jean Michel non vuole Zazà alla cena coi futuri suoceri ma preferirebbe la sua madre naturale e suo padre per dare una parvenza di famiglia “regolare”, la nostra drag si offende a morte e Georges non sa come tenere in piedi tutto quanto. I futuri suoceri arrivano, alla fine, e quando la mamma di Jean Michel si dà nuovamente alla macchia, chi salverà le apparenze della famiglia?

In un tripudio di balletti fantastici e carichi di piume e corsetti, La Cage aux Folles è davvero divertentissima e scoppiettante. I personaggi di contorno, come il/la cameriera/maggiordomo Jacob o le ballerine Cagelle (tutte uomini, of course! E con dei fisici pazzeschi anche!) sono memorabili. Le musiche meno, a parer mio, ma la bravura incontrastata dei due protagonisti, interpretati da Chistopher Sieber e Harvey Fierstein, che cantano meravigliosamente e sono attori di altissima caratura, mi hanno davvero incantata.

Eccessivo, provocatore, ma pieno di messaggi di tolleranza e apertura mentale che continuano a essere necessari, La Cage è da non perdere.

Dopo lo show, altro momento “asta” per raccogliere fondi contro l’AIDS (come nel caso di How to succeed): raccolti 2.300 dollari in cambio di una bambola della serie “John Wayne che gioca a fare la bambina innocente”! Da non perdere anche i gadget venduti nello shop del teatro: boa fucsia, tazze, adesivi, magliette e grembiuli da cucina con la scritta I am what I am!

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

  • Who are we?

  • Here’s the answer!

%d bloggers like this: