“Torino senza vie di mezzo”, il mio primo libro

Il post marchetta, prima o poi, doveva arrivare. E quindi eccolo.

Qual’è l’evento cui ho accennato qualche giorno fa? Non è un pupo. Non è uno sposalizio. E’ un libro.

Il 27 aprile esce per i tipi di Pendragon, il mio primo libro, una guida semi-seria sulla mia città chiamata Torino senza vie di mezzo. La particolarità sta nel fatto che invece di consigliare i posti da vedere e dove andare, qui consiglio anche i posti da evitare come la peste bubbonica. Le categorie, con i Sì e i No, sono Cibo, Luoghi, Shopping, Eventi, Cultura, Vita Notturna, Personaggi e Tendenze.

La Chiabotto, l’avrò messa nei sì o nei no? I truzzi? E la famosa bagna caoda? E gli alti cibi di Eataly, secondo voi dove stanno? Per saperlo, vi tocca sganciare 12,90 e comprare la guida. Avrete così in un colpo solo: a) aiutato la sottoscritta; b) aiutato il piccolo editore; c) risolto in anticipo il problema di cosa leggere in spiaggia; d) trovato una favolosa zeppa per il tavolino che balla.

Mi fa strano, dopo aver pubblicato tanti libri come editrice di Zandegù, essere io a uscire in libreria, specie visto che non mi sono mai considerata una scrittrice fatta e finita, ma solo una che ama battere sui tasti del computer. E francamente temo un po’ i commenti che riceverò: non tanto le stroncature sui giornali, perché vorrà dire che almeno si sono presi la briga di sfogliarlo e parlarne, quanto le mail che sicuramente arriveranno a pioggia. Mail tipo: “Non sei stata buona a fare l’editore, perché ti metti a scrivere?”, “Hai rifiutato il mio manoscritto, e il tuo libro fa schifo”, “Trovati un lavoro, brutta cretina, invece di rompere le palle”, “Hai pubblicato solo grazie ai tuoi soldi”, “Sei un’ignorante, analfabeta che non sa scrivere, vergognati”, “Sono la Chiabotto, avrei due parole da dirle” o ancora “Se ti incontro ti lancio dell’acido in faccia”. Visto che mi è capitato più volte di  ricevere mail di questo tenore (Chiabotto a parte), devo prepararmi psicologicamente.

Anche per tirarmi preventivamente su di morale, quindi, comprate il mio primo libro! Vi ringrazio fin d’ora per il supporto al mio lavoro e a quello dell’editore!

E se siete dei giornalisti o avete un blog e volete parlarne, segnalarlo, stroncarlo, scrivetemi qui (marcoemaia@libero.it)
che ne parliamo!

Comunque, anche se non è ancora uscito, il libro ha già avuto una prima recensione da parte di mio padre. Recensione che credo vi dovrebbe convincere immediatamente all’acquisto. Il caro genitore disse “E’ una cagata pazzesca!”.

Quindi, correte a comprarlo!!

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Comments
2 Responses to ““Torino senza vie di mezzo”, il mio primo libro”
  1. simone says:

    Vai grandeee!

  2. --mary says:

    certo avresti potuto dircelo che eri in dolce attesa, quanto ti ci e’ voluto, piu’ o meno d 9 mesi? 😉

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