Frisco: la nostra vacanza – Parte 2

Grace Cathedral: ultimamente la chiesa non brilla per tolleranza e apertura mentale. Eppure in questa fantastica cattedrale in cima a un’impervia salita di North Beach, ci sono: un labirinto pagano dipinto al suolo (pare che percorrerlo infonda pace, io l’ho fatto ed è vero); vetrate colorate che invece dei soliti santi ritraggono, tra gli altri, Einstein; la bellissima cappella multi-culto (con i simboli delle varie religioni) dedicata alle vittime dell’AIDS con tanto di altare creato da Keith Haring. Se non è un messaggio di accoglienza e modernità questo.

Grateful Dead e Ashbury Street: dopo tanti suggerimenti chic e bon ton, andiamo sull’underground con una bella dose di rock e marijuana. Nel quartiere di Haight abitavano i Grateful Dead dove suonavano e si sfondavano di droga in quella che ora è una casetta lillà da innocua anziana. Nel tripudio di casette colorate, tipico di Frisco, però, fanno capolino favolosi negozi rockabilly e punk: strumenti, bonghe, abiti anni ’50 con la gonna a ruota, magliette psichedeliche stile Woodstock, articoli grotteschi come scoiattoli impagliati e vestiti da donna o anelli con denti umani e negozi della Ben and Jerry’s molto fricchettoni. Tutto quello che uno vuole per distinguersi senza svenarsi. Nota: qui ci sono pochi barboni, ma tanti squatteroni giovani e con cane pulcioso al seguito.

Japan Tea Garden e Golden Gate Park: il parco più importante di Frisco è selvaggio come la città e pieno di attrazioni di rilievo come la California Academy of Sciences, il museo d’arte MH De Young e il giardino botanico. Un tocco di grazia, tra le frasche aggrovigliate, è dato dal giardino giapponese. Costa 7 dollari ma li vale tutti. Pratini perfettamente curati, aceri rossi, piccoli templi, statue di Budda, bonsai, laghi con le carpe, un senso di pace zen che non provavo da anni. Fermatevi alla casa tradizionale per un tè e comprate oggetti ricordo nello shop dedicato.

Lombard Street: ci si va alla fin fine per un solo motivo, vedere la Crooked Street, ossia la strada tortuosa e stretta circondata da aiuole fiorite. Si tratta di una delle location più fotografate della città, davvero curiosa. Dato che il posto si trova in cima a una strada dalla pendenza spaventosa, e magari non si ha voglia di farsela a piedi, si può prendere il cable car della linea Powell-Hyde, che ha una fermata proprio lì davanti.

Mission: il quartiere, che prende il nome dalla più antica missione costruita dagli spagnoli nel 1776 e dedicata a San Francesco, è un quartiere fortemente multietnico in cui sentir parlare inglese è quasi una rarità. L’atmosfera della zona è allo stesso tempo vitale e decadente, con molti edifici abbandonati e un elevatissimo numero di senzatetto che si trascinano urlando per la strada. A rivitalizzare la zona ci pensano i numerosi e coloratissimi murales, che punteggiano il quartiere e alcuni nuovi locali che si stanno sviluppando sull’arteria principale di Mission Street. Impedibile un salto alla “bottega dei pirati” Valencia 826, ambiziosa scuola di scrittura inventata da Dave Eggers e dedicata a promuovere la scrittura e la creatività dei ragazzi di età compresa tra i 6 e i 18 anni.


Ocean Beach: è abbastanza lontana dal centro di San Francisco, ma la visita merita comunque il viaggio. Si può prendere il bus numero 5 che corre lungo Fulton Street, passando accanto al Golden Gate Park e ci si arriva in una mezz’ora. La strada è lunga e dritta, costeggiata da case con le facciate colorate e da vie attraversate da cavi sospesi simili a ragnatele. All’improvviso, davanti a voi, attraverso i vetri del bus, comparirà l’oceano, con tutta la sua potenza, in un tripudio di onde alte diversi metri e schiuma bianca a coprire tutto. Se ci arrivate in una giornata particolarmente ventosa vi sarà probabilmente difficile anche solo avvicinarvi al bagnasciuga a causa dei mulinelli di sabbia che vi investiranno. La spiaggia è molto lunga e sabbiosa e si può godere di una bella vista del promontorio su cui si trova la Legione d’Onore.

Pier 39: ogni tanto bisogna smettere i panni degli intellettuali e fare i turisti con la T maiuscola. Andare al Pier 39 per vedere i negozietti di souvenir e ciappettate, mangiare le mini ciambelle, vedere l’acquario o fare un salto all’Hard Rock Cafè, tra casette di legno e viuzze piastrellate è la soluzione. Se poi, al molo, trovate una colonia di 1.300 leoni marini che litigano tra loro buttandosi giù dalle banchine, dormono uno sopra l’altro e fanno i tuffi, è proprio il massimo.

Union Street: altra super meta per lo shopping è questa strada vicino alla Marina. Una prospettiva infinita di ristoranti, bar, caffetterie, pasticcerie, sushi bar e tacherie da un lato; negozi di abiti, trucchi, mobili, borse, orecchini, profumi e chi più ne ha più ne metta dall’altro. Pochissimi i marchi noti, ma tanta attenzione per le produzioni locali e ottimi sconti per farsi un regalo particolare e vantaggioso. Io ho adorato Meggie e Bossa. Tra le altre cose, buttate un occhio alla inusuale Octagon House che, come dice il nome, è ottagonale.

Washington Square Park: la piazza in sé non ha nulla di speciale. Circonda la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e fa da cerniera tra il quartiere italiano e quello cinese. La cosa interessante è però costituita dal piccolo prato che ci sta in mezzo. Più o meno a tutte le ore potrete infatti osservare attempati cinesi alle prese con il Tai chi, quell’esercizio a metà tra ginnastica, meditazione e danza. Elaborate coreografie di gruppo sotto gli alberi, esercizi con bastoni, sciarpe e qualunque altro oggetto possa servire alla bisogna. Uno show da non perdere.

Z, cioè cosa ci siamo persi: 6 giorni non sono pochi ma Frisco è molto estesa e i trasporti sono così così. Quindi, alla fine, ci siamo persi un po’ di attrazioni, che però, se voi ci andate, vi consigliamo di tenerne conto. SFMOMA, il Moma di SF: piccolino a detta di molti, forse dopo NY non fa grande effetto. La Legione d’onore e il Palace of fine arts, entrambi fanno da location a Vertigo. Napa Valley, grande dispiacere: visitare la regione dei vini richiede un’intera giornata coi tour organizzati e almeno 90 dollari di costo. Il Disney Family Museum, interattivo con tutti i personaggi Disney, da Topolino a Paperino. E infine, i Muir Woods, le foreste di sequoie giganti che sono monumento nazionale.

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