Il mio corpo molto booty e poco licious

6 mesi a New York. E io non credo che siate pronti per questa gelatina.

Sei mesi a New York, alimentarmente parlando, sono un suicidio per la linea. Perché anche se uno parte carico di calze pesanti e buoni propositi e si cerca di trattenersi in tutti i modi, le tentazioni della Grande Mela sono milioni: ogni bakery ha qualche pasticcino che merita di essere assaggiato, ogni nuovo ristorante ha una versione dell’hamburger che vuoi non provarla, ogni bar ha qualche bibitone zuccherato che in Italia non si trova. Per non parlare del fatto che, se anche voi siete all’estero e in una scuola o al lavoro, si hanno moltissime occasioni di incontrare gente nuova. E come si socializza? Uscendo a cena, no?

E poi le cose da vedere a NY sono miliardi, quindi spesso si è in giro per musei, monumenti o parchi proprio mentre arriva l’ora di pranzo e cena. Si è troppo lontani da casa e si mangia fuori.

Potete dunque immaginare l’effetto che tutto questo cibo può fare sul corpo di una qualunque persona, in questo caso me?

Ecco. Un disastro. Io non penso proprio che siate pronti per questa gelatina. Potete gestirla? Io non credo.

Ragazzi: le mie foto di gennaio, comparate con quelle di giugno, sono IMPIETOSE. La mia faccia è duplicata. Poi, non si sa perché, Marco fa foto bellissime solo dei paesaggi. Se ci sono persone si incasina e così le foto dove appaio sono terrificante: in certe angolazioni ho praticamente il doppio mento e, in generale, ho delle guance che sembro un criceto che sta masticando troppe noccioline.

Ho preso tutto il peggio della famosa canzone delle Destiny’s Child: il mio sedere è ormai il tempio del booty (nel senso di assonanza con budino) ma non c’è nulla di licious.

Allacciate la cintura di sicurezza che stiamo per decollare, cantano le nostre ragazze del destino. Stiamo forse scherzando? Sul volo per Torino io non so se ce la farò ad allacciarla. Il punto è proprio questo: la buzza. Io non ce l’ho mai avuta, giuro. Ho milioni di difetti ma la pancia no. E ora, cara Maia, rassegnati. Ora c’hai pure la buzza da aggiungere all’elenco di difetti e non potrai allaciarti la cintura sul volo Iberia.

Voi direte: ma uno specchio per prevenire tutto questo? Certo, in casa ce l’abbiamo ma una ragazza, nonostante tutto, può anche pensare, per tirarsi su di morale, per trovare giustificazione all’ennesimo brownie, che forse ci sia un effetto deformante, che le luci sono quello che sono e che, in fondo, dove essere solo un’illusione ottica perché quando sei a casa mangi solo zuppe e verdure e, comunque, a NY si cammina tantissimo.

E invece no! Muovo la mia gelatina a ogni occasione, un mio movimento del fianco e tu cadi in trance. Quando, poi, pure Marco, che è DIMAGRITO – maledizione! come ha fatto? –, ti dice “Sei diventata paciarotta”, ecco ragazzi: questa è veramente la fine!

Quindi, chiunque abbia in mente di passare un semestre all’estero si prepari psicologicamente. A meno che non andiate in palestra anche in trasferta, sarà dura mantenere la linea!

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